AUTUMN LIVES (TAKE #1)

Le diciannove e quattordici di una sera di Settembre che rigurgita gli ultimi spasmi di un’estate a tratti rovente, spesso soffocante. L’aria è molto umida, ma la temperatura non riesce a stringere più di tanto il cappio, per cui la sensazione generale è di rilassatezza umidiccia, per fortuna non appiccicosa. I ritmi vitali sono ancora piuttosto bradicardici, ma se vivi in Emilia non sono mai troppo tirati. C’è chi direbbe che nell’intero Paese non è che proprio ci si ammazzi di fretta. C’è chi risponderebbe che in fin dei conti è meglio così, ché la fretta è cattiva consigliera e la gattina frettolosa fece i gatti ciechi e – dopo tutto – chi va piano va sano e va lontano. La ragione non sta di qua né di là, bazzica spesso per il mezzo e a volte è perfino degli stupidi. Però si pedala bene a quest’ora, nel traffico intenso e lento – a tratti insicuro e di conseguenza imprevedibile – con i pedoni che attraversano la strada nei punti e nei momenti più imprecisati, spesso inscenando solo vani e destabilizzanti tentativi per poi continuare per la loro strada. Devo girare in quella via stretta ma come mi attento a estendere il braccio per segnalare la svolta per poco uno specchietto di un’utilitaria guidata da una signora tanto altolocata quanto annoiata non mi trancia di netto la mano sinistra. Un gruppetto di ragazzini, alcuni a piedi altri con la bicicletta, si salutano in mezzo allo stretto borgo che ho appena imboccato. Mi guardano mentre gli sfilo di fianco, uno di loro per poco non mi viene addosso nel tentativo di inforcare la bici e partire nella direzione contraria. Il sole sparge già un crepuscolare alone indaco nell’atmosfera mentre alcune foglie vittime dell’impazienza sfiorano la Madre Terra con l’ultimo delicato bacio che, guarda caso, coincide con il primo: un cerchio che si chiude. Non c’è nessuna colonna sonora a far da cornice a tutto questo, ma se ci fosse potrebbe essere “Autumn Leaves” suonata da Cannonball Adderley. Le foglie autunnali, l’autunno che viene e che va, aprendo e chiudendo un numero a stento immaginabile di cicli vitali… pedalare permette di–vagare.

***

Copyright Filippo Mattioli, riproduzione riservata.

Advertisements

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...